Il referendum e il talk-show da saloon

Fateci caso, con l’approssimarsi del Referendum la tivù è diventata sempre più l’oggetto del desiderio quotidiano della rissa politica, ossessiva, instancabile. Viviamo all’interno di una sorta di età del sensazionalismo. Le balle sulla riforma Renzi-Boschi non sono solo veicolate dai social e dalla stampa e dai telegiornali, ma anche e soprattutto nei talk-show. “Votate Sì che così arrivano fiumi di soldi”, De Luca docet; “Votate Sì perché si combatte meglio il cancro”, cosa vuoi commentare; “Votate Sì perché altrimenti arriva Grillo” e se Grillo prende il potere tocca imbracciare le armi e sperare in un colpo di stato dei carabinieri. Bufale, notizie infondate, offese, occupano, stanno invadendo lo spazio della discussione. Discussione? Ma quale? Ma dove? I talk-show invadono, opprimono, si espandono, si sentono e si vedono. Si vedono e si sentono partecipanti “politici” – parola messa necessariamente fra virgolette – che portano nelle nostre case la pressappocaggine, l’incompetenza, la maleducazione. Perché maleducazione? Perché emessa da bocche di persone in genere elette dal popolo, e quindi pagate da noi e, dunque, di costui rappresentanti: noi, insomma. Da tempo ormai seguire un talk-show che tratta l’argomento della riforma (ma non solo) significa, innanzitutto, ritornare al Far West, al bancone del saloon di Carson City, schivare pallottole che fischiano, ascoltare urla e insulti fra avventori che raramente vengono placati dal conduttore-barman, speranzoso evidentemente di consumazioni di audience da lite e l’aggiunta di ulteriori introiti pubblicitari. Ma veramente i volonterosi gridatori da tivù, per dire i vari Andrea Romano, Alessandra Moretti, Pina Picierno (quella, per intenderci, dello scontrino da 80 euro), Alessia Morani (quella per cui è giusto pignorare le pensioni minime), Migliore detto Gennaro (che non ha bisogno di presentazioni), ecc. sono convinti di un cambiamento di idea da parte di chi ascolta, nel senso che, terminato il talk-show, le cose e le idee e pure le scelte non restano quelle di prima e quindi voterà Sì alla riforma?

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