Almeno ditelo

Ormai lo capiscono anche i fessi che a Guardia Sanframondi c’è qualcosa di non detto nel rapporto maggioranza-opposizione. Di non detto ai rispettivi elettori, si capisce. E non mi riferisco a due entità sulla carta opposte e nemiche, l’una simbolo di regresso, conservazione, clientelismo e l’altra di cambiamento. Mi riferisco a due schieramenti che ad ogni consultazione elettorale fingono di lottare l’uno contro l’altro. E che per questo sembrano davvero contrapposti. Se le guardi bene, però, t’accorgi che nonostante l’apparenza non sono nemmeno due entità distinte. Sono un blocco omogeneo, un’unica squadra, ahimè. Fino a pochi anni fa, quando la relazione era clandestina e in prossimità del voto gli amanti consumavano fugaci sveltine nelle Country House di montagna, abbindolare i cittadini-elettori guardiesi era molto più semplice. Ora è chiaro, che i concubini han fatto da tempo coming out e vivono more uxorio. Ed è chiaro che, quando il fallo si ripete per anni, è una scelta. Perché se due persone che, pur non essendo sposate, convivono, è per una scelta consapevole e voluta. Diciamola tutta! Checché se ne dica, su questa piattaforma condivisa è nata l’amministrazione Panza (uno e due) e sarebbe ora che coloro che siglarono quel patto matrimoniale (probabilmente in preda ai postumi di un’overdose da tagliata con rucola e pomodorini annaffiata di aglianico), lo confessassero una volta per tutte: “Ebbene sì, ci amiamo, non possiamo stare l’uno senza l’altro. Se viene giù Floriano, veniamo giù anche noi, quindi l’abbiamo sempre sostenuto e sempre lo sosterremo”. Altrimenti non si spiega l’atteggiamento docile dell’opposizione su ogni “porcata” dell’amministrazione Panza. Siccome però qualche ingenuo spera ancora che chi lo denuncia già da qualche tempo senza risultato (traduzione eufemistica che nasconde il motto del Marchese del Grillo, “Io so’ io e voi nun siete un cazzo”) si sbagli, è forse il momento dell’ultima confessione. Così i cittadini-elettori se ne fanno una ragione e capiscono qualcosa in quello che altrimenti pare un manicomio. Ditelo, per favore, che non potete fare a meno l’uno dell’altro. In fondo è per questo che andiamo a votare: perché il cittadino-elettore non sappia una mazza di quel che avviene dopo che ha votato. Meglio passare per complici che per coglioni.

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