…e intanto i ponti crollano

Crollano i ponti. Crollano le scuole. Crolla l’occupazione. I giovani sono costretti ad andare all’estero. Studenti bravi, laureati seri, ragazzi e ragazze di prima qualità. Crolla l’Italia. Abbiamo perso. Apri i giornali, guardi la tv, segui un talk show e cosa vedi? Applausi. Poi ancora applausi e, a distanza di pochi secondi o minuti, l’ennesima scarica isterica di mani battute dal pubblico. Ogni programma è un contenitore ossessivo di applausi. Un devastante, roboante e al tempo stesso raggelante entusiasmo farlocco. Niente confronto, monologhi senza il benché minimo contraddittorio, applausi scroscianti chiamati per sottolineare passaggi – apparentemente – significativi a gente stravaccata sui divani vestita da ideologi, tuttologi, politici, giornalisti, scrittori, commentatori, attori, cantanti, psichiatri, puttane à la page, che dicono solo ciò che gli serve per entrare o restare nel jet-set politico-intellettuale e godere i privilegi che esso conferisce. Intanto i ponti crollano. Le scuole crollano. I giovani scappano. Il Paese va a puttane. Malinconiche creature che attraverso gli schermi della Tv si illudono di gestire l’opinione pubblica. Falsi riformatori che giustificando le infamie del bullo di Rignano disonorano il significato stesso della parola Polis. Insetti, anzi parassiti, che reagiscono come il cretino del proverbio tanto caro a Mao Tse-tung: “Quando indichi la Luna col dito, il cretino guarda e vede il dito non la Luna”. E pazienza se a volte la Luna la vedono eccome. Pazienza se nella loro infinitesimale coscienza la pensano diversamente però, non avendo i coglioni necessari ad andar controcorrente, fingono di vedere il dito. Gente furbetta, quella stravaccata sui divani dei talk show, vestita da ideologi, tuttologi, politici, giornalisti, scrittori, ecc., godereccia, volgare, meschina, stupida, vigliacca, delle piccole iene che pur di stringere la mano al potente venderebbero la propria madre. Gente opportunista, doppiogiochista, imbelle, corrotta e incapace che non sa né vincere né perdere però sa come incollare i grassi posteriori alla poltroncina. Gente che con lo stesso entusiasmo grida viva Matteo e viva chi càpita. Francia o Spagna purché se magna. Gente che con la stessa disinvoltura passa da un partito all’altro, anzi si fanno eleggere da un partito e una volta eletti passano al partito avversario. Insomma dei voltaggabbana. Dio, quanto mi fanno schifo i voltagabbana! Quanto li odio, quanto li disprezzo! E intanto i ponti crollano. Le scuole crollano. I giovani espatriano. Il Paese va a puttane e loro attraverso gli schermi della Tv si illudono di gestire l’opinione pubblica.

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