Guardia Sanframondi: “L’amministrazione sta facendo tanto per questo paese”

Forse non c’è niente di più divertente e al tempo stesso avvilente che confrontare la Guardia  indignata nei confronti di una classe dirigente incompetente e “arraffona”  e quella imbarazzata o minimalista del motto “vivi-e-lascia-vivere”: i primi colpevoli a prescindere i secondi innocenti fino a prova contraria, anche ammesso che questa prova contraria sia annegata nel tempo nella palude (si fa per dire) corporativa che corrompe fatalmente i guardiesi. L’incessante sforzo dei secondi nell’inchiodare la comunità ai suoi cliché più odiosi e repellenti, non lesina sforzi nell’accreditarsi nei suoi umori e nelle sue ragioni che per quanto mi riguarda costituiscono le sacre stigmate dell’idiozia, ma a produrre persino l’invenzione della competenza di una classe dirigente e dell’immagine deteriorata all’esterno proprio a causa dei primi. Fesserie certo, ma comunque funzionali al concetto paradossale, tipicamente guardiese, che l’operato non propriamente cristallino di chi ha l’onere e l’onore di amministrare sarebbe meno grave. Del resto siamo in un contesto in cui anche le mazzette sono meno gravi e i cosiddetti “onesti” fino a prova contraria sono compatti nel comprendere e approvare il loro operato. Già, perché il sentimento dell’onestà a Guardia è ritenuto distinto e superiore a quello di legalità. A sostegno di questi umori il secondo innocente fino a prova contraria addirittura interviene in sua difesa, con la solita e inevitabile argomentazione: quest’amministrazione sta facendo tanto per questo paese. E questo accade più spesso di quanto non si voglia riconoscere: sta nello spirito ambiguo e fondamentalmente giustificatorio del guardiese verso il potente che in altri contesti non godrebbe di siffatte coperture ipocrite. Benissimo, nessuno però dice che quest’amministrazione qualcosa non stia facendo (per sé e per gli amici degli amici, sia chiaro), sarebbe una ingenerosa stupidaggine, il problema è che, grazie alla sua operosità, poi si è un po’ esagerato con il degrado morale e umano di un paese dove paradossalmente la moralità diventa il pretesto formale per essere disonesti. Sia chiaro, nessuno qui sostiene che questo paese è pieno di ladroni come Barabba o come Alì Babà. Da cui un DNA particolarissimo, che la scienza a suo tempo individuerà, che fa sì che tutti i guardiesi, qualunque ideologia professino, a qualunque “sponda” aderiscano, a qualunque classe sociale appartengano, siano contaminati da questo vizietto. Certo occorre molta buona volontà, anzi diciamo un esercizio mistico, per accettare, per aver voglia di difendere questa fanghiglia di protozoi dell’etica che (purtroppo) gestisce questa comunità. Specie perché non è sentita come moralmente riprovevole da larga parte dei guardiesi. Ma proprio per questo forse è ora di dare un segnale inequivocabile (e non soltanto sui social) prima che la situazione degradi oltre i limiti.

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