Salviamo la tivù dagli scudi umani renziani

Saranno settimane intensissime quelle che passeranno i teledipendenti da talk-show. Un flusso esorbitante di politica che scorrerà nei palinsesti della nostra tv.

Nelle prossime settimane incontreremo, con una certa frequenza, individui in corsa per accaparrarsi un posto al sole in vista delle elezioni politiche di marzo. Individui invadenti per le troppe volte che ci entreranno in casa su ogni possibile canale tv, dando l’impressione che null’altro facciano che promuovere loro stessi. Che parleranno essenzialmente per tenere in esercizio la bocca e non per dire cose. A meno che non consideriamo cose l’ottimistica visione del nostro domani propinata con sperticate lodi sui benefici del governo Renzi-Gentiloni o del loro programma elettorale. Il dramma è che sono stati pure allenati a fare così in tv da qualche curatore d’immagine che ha perso ogni contatto con la realtà e che li convince che questo è il modo migliore per fare bella figura.

Li vedi in tv e ti cadono le braccia: solo commedia studiata, scenetta da palcoscenico, non un refolo di vita e realtà nei loro stucchevoli discorsi. Fingono di non capire che nove italiani su dieci sono stufi di vedere in tv le loro facce, sentire quelle parole, sentirsi somministrare ogni giorno quella brodaglia acida di precetti ideologici faziosi, e non si divertono più davanti a pollai urlanti dei talk show, ma cambiano canale appena le loro voci accalorate si accavallano.

Ne fanno parte, in ordine sparso, il torinese Stefano Esposito, Genny Migliore, Andrea Romano, le giovani deputate Alessia Rotta, Anna Ascani e Simona Malpezzi, Debora Serracchiani, il milanese Emanuele Fiano più la campana Pina Picierno, solo per citarne alcuni. Di questa “first class” fino a qualche tempo fa faceva parte anche Alessia Morani, che ha pagato alcune indimenticabili performance. Ne fa parte il funereo Ettore Rosato, l’artefice del Rosatellum, a cui qualche settimana fa da Floris è toccata la difesa d’ufficio della bella Maria Elena. Poveretto! Ripeteva a pappagallo il copione contenuto nel kit dello scudo umano della principessina Boschi: Etruria è stata commissariata dal governo Renzi; la colpa è dei giornali che fanno la guerra al Pd diffamando Boschi. E, soprattutto, babbo Boschi non ha ricevuto alcun avviso di garanzia (siamo alla fase freudiana della negazione), o forse sì, ma per “falso in prospetto”, reato risibile inventato apposta per fregarlo. E poi non so a quanti di voi è capitato di vedere in azione Matteo Ricci. Il sindaco tuttologo di Pesaro non sta zitto un secondo, non parla mai di quel che dovrebbe conoscere per esperienza diretta (ad esempio la sua Pesaro), ma è una macchinetta spara-sentenza su qualsiasi fatto mondiale a lui ignoto e mai vissuto personalmente. Le sue comparsate hanno in sé la chiave della disfatta della politica. È il punto più basso mai raggiunto da quella che doveva essere classe dirigente di questo paese…

Ma evidentemente è proprio questo che vogliono, perché, alle elezioni, partigiani inebetiti non siano davvero in grado di scegliere sulla base di idee, di programmi, di iniziative, ma sulla sola base della simpatia o antipatia in tivù del candidato di turno. E questa me la chiamano democrazia?

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Una risposta a "Salviamo la tivù dagli scudi umani renziani"

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  1. Mi ricordano un po’ i berluscones del 2011, quando andavano in tv a difendere il Berlusca dopo gli scandali che facevano vacillare il suo governo. Sono insopportabili quando rivendicano le loro schifezze come gli 80 euro che non son serviti a nulla se non a far avere al pinocchio toscano il 41% alle europee del 2014, il job act che secondo loro ha creato oltre 1 milione di posti di lavoro quanto poi ha creato solo competizione al ribasso e licenziamenti senza giusta causa solo per assumere precari in luogo di gente con il contratto a tempo indeterminato e altre fantomatiche riprese. Sono bugiardi sia quando parlano dei loro vanagloriosi risultati, che quando parlano del M5S, soprattutto quando insistono ad asserire che il Reddito di Cittadinanza è solo mero assistenzialismo: i 5 stelle l’han detto 10 mila volte che il RDC è un reddito dato pro tempore e che nel frattempo devi scegliere tra 3 lavori e se li rifiuti niente più reddito, dunque mentono anche su questo.
    Ma come con Sgarbi, il problema non sono tanto loro, quanto chi li continua ad invitare. Sono finiti e si vede!!!

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