Guardia Sanframondi: “Floriano? Non lo ascolta più nessuno”

Che tristezza! Che malinconia! Un genuino sentimento di pena e compassione attanaglia chi partecipa alle recenti manifestazioni promosse dal sindaco di Guardia Sanframondi, Floriano Panza. Non parliamo della figura istituzionale, sia chiaro, ma dell’uomo Floriano. L’altro giorno, ad esempio, pur precettando gli aficionados tutti all’appuntamento – poche persone belle, buone, intelligenti, nonché password dell’intero Giglio Panziano -, più che una consegna del premio “Talento Guardiese”, un referto di medicina legale ha certificato quel poco che resta di una persona finita nel giro di un paio d’anni sul carrello dei bolliti. Soprattutto dopo aver costruito la propria fortuna e l’ascesa al comando su una bacchetta magica che mutava la realtà con la forza delle formule ammaliatrici: la competenza, la professionalità, indicavano una frattura con la realtà e il passaggio a uno stato favoloso, il salto in un magico mondo delle meraviglie. Per lo scopo si è circondato anche di uno stuolo di personaggi collodiani: gatti e volpi, mangiafuochi e fate turchine, per restare nel cuore incantato delle fiabe. Magico, del resto, è stato il suo avvento al potere. Oggi la sensazione è che l’incantesimo abbia ucciso il Principe e lasciato in sospeso, in una nuvola grigia, il suo regno stregato. Si è rotto l’incantesimo con i suoi concittadini. E bene fanno le anime pie del suo entourage – un po’ per carità cristiana, un po’ su richiesta degli infermieri – ad assecondarlo, evitando di comunicargli la triste verità… Che tristezza! Che malinconia! Sappiamo tutti quanto la discesa dal carro è sempre un momento irrequieto. Vedere quelli che prima ti adulavano e che ora smettono di salutarti… E non solo le neolingue in erba alla prima leccata, ma anche le lingue-scuola, le veterane di seconda, terza e quarta mano e generazione, insomma l’usato sicuro. Sia detto en passant, se c’è una cosa che abbiamo sempre invidiato, segretamente, a Floriano, oltre a un’invidiabile statura e una discreta popolarità, è la mira: per lui chi comanda è sempre bello e buono, chi non conta nulla è brutto e cattivo. Il colore non conta nulla: conta il potere. Specie nella nuova vita da “sindaco di tutti i guardiesi”, non chiuso nel palazzo, questo mai, “ma immerso nella realtà quotidiana della comunità” che lo conosce dalla nascita e che lui ha studiato a fondo, per anni. Ascoltando la gente…

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