Chi si ricorda lo scandalo Consip?

Ci inchiodano per giorni e giorni a parlare di immigrazione, di ideologie che credevamo sorpassate, di immaginarie “divisioni” governative, di sondaggi più o meno farlocchi, del pareggio di bilancio, di patto di stabilità, di percentuali e di spread, disegnando scenari e confini catastrofici. Ogni giorno i giornali e i tg, impegnati come sono a impaginare i soliti articoli contro Matteo Salvini e Luigi Di Maio, sfornano solo articoli e commenti, carichi di cattivi presagi. Ci rammentano l’assenza del premier Conte dalla scena mediatica (che ci crediate o meno il Presidente del Consiglio resta lui). Che sarà pure un figurante, ma Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, al contrario dei suoi predecessori, fa la sua figura. Finora non ha mai sbagliato un gesto, una frase, una dichiarazione. Non si parla più degli annosi problemi italiani: mancanza di lavoro, precariato, povertà, corruzione, evasione fiscale, conflitti d’interessi. Dei giovani che scappano, di un’Europa unita che non c’è, di un sistema di leggi stratificato negli anni. Stratificato e pensato per gli interessi di pochi e non per gli interessi del Paese. Un Paese disastrato, moralmente e strutturalmente. Crolla un ponte a Genova e la discussione verte per giorni sullo scontro tra statalisti e liberisti. Il crollo viene usato come arma di scontro politico, dimenticandosi dei 43 morti. Tutto il circo è impegnato nell’impresa: dai clown del Pd ai trapezisti dell’ideologia, dai prestigiatori di notizie ai domatori di bufale. Ma nel frattempo passa inosservato un fenomeno quotidiano grave e preoccupante: i grandi scandali, la corruzione e il malaffare. Si sente ogni tanto, a mezza bocca, notizia di episodi di corruzione, disonestà, immoralità; ma sono solo una piccola parte e solo il segnale di quale movimento, quale giro colossale vi sia dietro. Di tutto questo arriva poco o nulla dalla fabbrica delle notizie e dai falsificatori di cui sopra, impegnati come sono a denunciare un solo Male sotto mille vesti, il governo “Frankenstein”. Perché sui giornali e nei tg passano sotto silenzio i piccoli o grandi scandali del renzismo, o si parla solo di qualche episodio ma senza la grancassa mediatica e intellettuale che ne indaga il fenomeno? Sentite mai parlare degli scandali degli ultimi due o tre anni, scandali come quello della Consip, o del recente scandalo Unicef, che vedono presumibilmente coinvolti parenti e Giglio Magico renziano? Macché, solo immigrati, fascismo, sessismo. L’omertà sul malaffare degli ultimi anni e i mali derivati è una forma di complicità mediatica e politica assai grave. È un’informazione drogata. Una sorta di occultamento di cadavere. Ma si sa, dopo un po’ il cadavere puzza. E allora c’è bisogno di aria fresca.

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